L'ikigai: la tua ragione per alzarti
Secondo Héctor García e Francesc Miralles, ognuno possiede un ikigai: una ragione d'essere, spesso nascosta, che dà voglia di alzarsi la mattina. Per scoprirla, gli autori propongono di incrociare quattro cerchi: ciò che ami, ciò in cui sei bravo, ciò di cui il mondo ha bisogno e ciò per cui puoi essere pagato. Il tuo ikigai si trova esattamente alla loro intersezione.
Questa ricerca non è un lusso. A Okinawa, gli autori constatano che la nozione di "pensione" come la conosciamo non esiste: gli anziani continuano a coltivare l'orto, a lavorare o a servire la loro comunità. Restare utili e occupati dà un senso che protegge dal declino, fisico come mentale.
Individua l'attività che unisce passione, talento, utilità e reddito: è lei che merita la tua energia quotidiana.
Il flow: l'arte di immergersi totalmente
Gli autori si basano sui lavori dello psicologo Mihaly Csikszentmihalyi: il flow è quello stato in cui sei totalmente assorbito da un'attività, al punto di dimenticare il tempo. È proprio in quei momenti che vivi il tuo ikigai nel quotidiano.
Per entrarci, tre condizioni: scegliere un compito leggermente più difficile del tuo livello attuale, definire un obiettivo chiaro e concreto, poi concentrarti su una sola cosa alla volta. Le distrazioni, soprattutto digitali, ne sono il nemico principale.
Il libro cita gli artigiani e i maestri giapponesi, capaci di dedicare la vita intera a perfezionare un solo gesto. Il loro segreto non è il talento: è questa immersione ripetuta, giorno dopo giorno.
Riserva ogni giorno momenti senza distrazioni per un compito impegnativo: il flow trasformerà lo sforzo in piacere.
Le abitudini dei centenari di Okinawa
A Ogimi, soprannominato il "villaggio dei centenari" di Okinawa, gli autori hanno intervistato gli abitanti più anziani per svelare il segreto della loro longevità. Due pratiche emergono. Prima di tutto l'hara hachi bu: smettere di mangiare quando lo stomaco è pieno all'80% circa. Questa sobrietà alimentare, ripetuta a ogni pasto, preserva il corpo nel tempo.
Poi il moai, un gruppo informale di amici che si sostengono per tutta la vita, emotivamente e a volte anche economicamente. Ognuno appartiene così a una comunità che offre sicurezza e senso di appartenenza.
Aggiungici un movimento dolce e costante: giardinaggio, camminate, esercizi collettivi come il radio taiso. I centenari non fanno sport intensivo, semplicemente non smettono mai di muoversi.
Mangia un po' meno della tua fame, muoviti dolcemente ogni giorno e circondati di una cerchia di amici fedeli.
Le copertine mostrate differiscono dalle edizioni originali per motivi di diritti. I riassunti sono fedelmente basati sulle opere.