La storia che vorrei raccontarvi oggi chiede un tono un po' diverso. Claire ha 34 anni, è maestra elementare a Rennes. Lo scorso ottobre suo padre è morto di cancro, otto mesi dopo la diagnosi. Lei era lì, con sua sorella e sua madre, in una stanza dell'ospedale di Pontchaillou. Lui aveva 67 anni.
Diciamolo subito: non esiste un metodo per perdere un genitore, e questo articolo non ne propone alcuno. Un libro non sostituisce né il tempo, né le persone care, né, quando il dolore trabocca, un accompagnamento professionale, che Claire del resto ha finito per chiedere. Ma nel suo anno di lutto, alcune idee lette al momento giusto l'hanno aiutata a restare in piedi e a non perdersi. È questa parte della sua storia che ha accettato di farci raccontare.
I primi mesi: reggere, poi crollare
Le prime settimane, Claire è stata quella che tutti chiamano «forte»: l'organizzazione del funerale, i documenti, la banca, sua madre da sostenere, la sua classe da ritrovare. È spesso dopo, quando la logistica si ferma, che il lutto comincia davvero. Per lei è stato a gennaio: insonnie, lacrime in macchina nel parcheggio della scuola, e un senso di colpa tenace, fatto di cose minuscole, l'ultima telefonata accorciata perché era stanca, le vacanze rimandate «alla prossima estate» che non è mai esistita.
E poi c'erano le frasi degli altri, piene di buone intenzioni e impossibili: «almeno non soffre più», «la vita continua», «vedrai, il tempo cancella tutto». Claire non aveva nessuna voglia che il tempo cancellasse alcunché. È stata sua sorella a mandarle, senza commenti, il link di un riassunto che aveva ascoltato su Cobalt: Alla ricerca di senso di Viktor Frankl.
Frankl: la sofferenza che trova un senso diventa sopportabile
Frankl è sopravvissuto ai campi di concentramento e vi ha perso quasi tutti i suoi cari. Il suo libro non consola, fa un'altra cosa: testimonia che non si sceglie ciò che si perde, ma che resta sempre la scelta di cosa fare del dolore, e che la sofferenza che trova un senso diventa sopportabile, là dove la sofferenza vuota distrugge. Un'idea del libro ha toccato Claire in modo particolare: ciò che abbiamo vissuto e amato, nessuno può togliercelo; il passato non è perduto, è al sicuro, acquisito per sempre. Il riassunto: https://www.cobaltapp.io/it/resumes/mans-search-for-meaning.
Ne ha fatto qualcosa di concreto. Suo padre aveva un orto, il suo regno, che lei prendeva bonariamente in giro. In primavera ha ripreso l'aiuola dei pomodori, «per non lasciare morire anche quella». Ci ha passato ore, prima piangendo, poi piangendo meno. Dare un seguito a ciò che lui amava, dice, è stata la sua prima risposta alla domanda «a che scopo».
Tolle: attraversare le ondate invece di fuggirle
Il dolore non arriva in modo continuo, arriva a ondate, innescate da niente: un odore di caffè, una giacca sulla gruccia, un numero di telefono che non ci si decide a cancellare. Claire spendeva molta energia a fuggire quelle ondate, a tenersi occupata, ad anticipare le date dolorose. Il potere di adesso di Eckhart Tolle le ha proposto l'inverso: quando l'ondata sale, fermarsi, lasciarla passare attraverso, respirare, sentire cosa succede nel corpo, senza raccontarsi in più la storia dell'ondata successiva. Il dolore vissuto al presente è pesante; il dolore anticipato, rimuginato, moltiplicato dalla mente è schiacciante. Il riassunto: https://www.cobaltapp.io/it/resumes/the-power-of-now.
Ne ha ricavato un rituale di tre minuti, utilizzabile in sala insegnanti come in macchina: appoggiare i due piedi a terra, dieci respiri lenti, dare un nome a ciò che c'è («è un'ondata, sale, poi ridiscenderà»). Le ondate non sono sparite. Hanno smesso di terrorizzarla.
Marco Aurelio: l'impermanenza non è un'ingiustizia
Il terzo libro è il più antico: Pensieri di Marco Aurelio, scritto quasi duemila anni fa da un imperatore che ha perso diversi dei suoi figli. Marco Aurelio vi si ripete instancabilmente che tutto ciò che vive è di passaggio, che la perdita è la legge della natura e non un'eccezione ingiusta che ci prende di mira, e che l'unica cosa che ci appartiene davvero è lo sguardo che posiamo sugli eventi. Claire dice che questo libro le ha tolto una rabbia: quella del «perché lui, perché noi». Il riassunto: https://www.cobaltapp.io/it/resumes/meditations.
Ne ha conservato una pratica serale, presa in prestito dagli stoici e dalla loro gratitudine: scrivere ogni sera un ricordo preciso di suo padre, uno solo, su un quaderno. Non «mi manchi», ma «il giorno in cui hai ridipinto il cancello di verde senza chiedere il parere di nessuno». Dopo un anno, il quaderno contiene più di trecento ricordi. «La morte ha preso gli anni che restavano. Il quaderno custodisce quelli che abbiamo avuto.»
Chiedere aiuto non è una debolezza
Bisogna dire anche questo: in primavera le insonnie sono continuate, e Claire si è rivolta a una psicologa, su consiglio del suo medico. Ne parla senza giri di parole, perché ha rischiato di non andarci, «visto che aveva i suoi libri». I libri danno parole e punti di riferimento; un professionista offre uno spazio in cui il lutto può dirsi senza esaurire le persone care, e uno sguardo capace di accorgersi quando il lutto si complica. Le due cose non si oppongono, si sommano. Se il vostro dolore vi taglia fuori in modo duraturo dal sonno, dal lavoro o dagli altri, parlatene con il vostro medico.
Un anno dopo
A ottobre, per il primo anniversario, Claire è andata con sua madre e sua sorella sulla spiaggia dove suo padre le portava a pescare i cannolicchi. Hanno riso raccontando le storie, pianto un po', mangiato delle crêpes. Il lutto non è «finito», e Claire non ama questa parola: ha cambiato forma. «Il dolore è amore che non ha più il suo indirizzo. Non ci se ne libera. Si impara a portarlo, e certi giorni pesa meno.»
| Cosa stava attraversando | Cosa l'ha aiutata | La fonte |
|---|---|---|
| «A che scopo?» | Dare un seguito a ciò che lui amava | Alla ricerca di senso |
| Le ondate di dolore imprevedibili | Attraversarle al presente, senza anticiparle | Il potere di adesso |
| La rabbia del «perché lui» | Accettare l'impermanenza come legge della natura | Pensieri |
| La paura di dimenticare | Un ricordo preciso scritto ogni sera | La pratica stoica della gratitudine |
| Le insonnie che durano | Rivolgersi a una psicologa | Il suo medico |
Cosa può darvi la storia di Claire
Se state attraversando un lutto, non cercate di «stare meglio» in fretta: cercate qualcosa che vi aiuti a restare in piedi oggi. Un'idea alla volta, nel momento in cui ne avete la forza, è esattamente ciò che i riassunti permettono: dieci minuti di Frankl, di Tolle o di Marco Aurelio, quando un libro intero è al di sopra delle vostre forze. Cobalt ne propone oltre 500, da leggere o ascoltare, con una prova gratuita di 7 giorni su iOS e Android: https://www.cobaltapp.io/download. E se il dolore trabocca, il primo gesto utile resta parlarne con un professionista.
Per approfondire: il nostro riassunto completo del libro di Viktor Frankl: https://www.cobaltapp.io/it/blog/alla-ricerca-di-senso-riassunto-viktor-frankl, e la nostra selezione di libri sulla salute mentale: https://www.cobaltapp.io/it/blog/migliori-libri-sulla-salute-mentale.
Claire è un personaggio di fantasia: la sua situazione è un ritratto composito di percorsi frequenti. I libri e le idee citati, invece, sono reali. In caso di sofferenza che dura, rivolgetevi a un professionista della salute; in Francia, il numero 3114 per la prevenzione del suicidio risponde 24 ore su 24.